martedì, settembre 14, 2010

Tutti a scuola, offre la Lega!

Ormai, ad un passettino alla volta, l'Italia sta diventando sempre più una democrazia anomala, per non usare termini ben più pesanti. Leggendo questa notizia, ovvero la nascita di una scuola pubblica padana, mi sono chiesto: 1) come sia stato possibile arrivare a tanto; 2) in quale altra democrazia possa verificarsi una cosa del genere.

Per la prima domanda bisogna considerare che ad Adro (BS) sicuramente c'è una forte maggioranza leghista, ma chi leghista non è? Come è possibile che non si siano ribellati? E ancora, anche per i leghisti, è normale che una scuola abbia una così forte identificazione politica? Io mi ribellerei con tutte le forze se il partito per cui voto prendesse il controllo di una scuola pubblica. Purtroppo, la faccenda è quasi vista come una curiosità, come un fatto anche normale.
Perché non spingerci oltre, allora? Domani, sarà considerato normale impartire insegnamenti razzisti e anticostituzionali con il grembiulino ed il fiocchetto verde.  Tanto si sà, rispondendo così anche alla seconda domanda, questo può accadere solo in Italia, nella nostra ex-democrazia libera.

venerdì, settembre 10, 2010

Spider-Man: Dimensions

È uscito oggi. Non vedo l'ora di giocarci! :D Ricordo ancora con piacere il bellissimo Spider-Man per PS1, speriamo sia all'altezza delle premesse.


giovedì, settembre 09, 2010

Recensioni: Don Chisciotte e Batman & Robin

Se da un lato gli aggiornamenti del blog sono stati pari allo zero in questi mesi, colgo l'occasione di segnalare un paio di mie recensioni apparse su Comicus con la promessa di rifarmi presto.

La prima riguarda lo splendido volume del Don Chisciotte di Lino Landolfi edito da Nicola Pesce Editore (che si sta distinguendo per una serie di ottime pubblicazioni). Un recupero d'annata e la giusta occasione per rispolverare un grande autore caduto nel dimenticatoio.
Auto-citandomi:
"L’approccio di Landolfi al capolavoro di Miguel de Cervantes Saavedra è analitico ed il progetto ambizioso, lo si evince dalla gran cura posta nello studio dei personaggi, nel presentare una trama episodica, ma centellinata, che cresce tavola dopo tavola. Un’attenzione rara nel conferire personalità e calore al “cavaliere dalla triste figura” e al suo fido scudiero Sancho Panza, riuscendo nell’intento di essere tanto fedele all’opera quanto originale nella messa in scena.".
Invitandovi alla lettura della recensione completa, suggerisco il volume a coloro che amano le opere d'autore.

Una lettura decisamente più leggera è invece quella del Batman & Robin di Grant Morrison. Nonostante il mio disinnamoramento per il mondo degli eroi in calzamaglia, che mi ha portato a seguire giusto un paio di testate mensili più qualche rara eccezione, e nonostante  il personaggio di Batman non mi abbia mai catturato più di tanto, la penna dello scrittore scozzese è una manna per il genere. Storie frizzanti e intelligenti rendono piacevoli la lettura di questa serie ospitata nel mensile Batman edito da Planeta. A supporto, le splendide tavole di Frank Quitely e Philiph Tan.

E, a proposito di Morrison, a Lucca uscirà un volume dal titolo Grant Morrison: All Star. Conoscendo molto bene il trio di autori, Agozzino-Peruzzi-Solinas, e l'editore, Double Shot, non posso che consigliarlo preventivamente.

giovedì, giugno 03, 2010

Italia-Messico 1-2, chi MAL inizia...

Come commentare la pessima prestazione azzurra nella prima delle due amichevole pre-Mondiale contro il Messico? Diciamo pure, senza mezzi termini. Pesantezza nella gambe o no, l'Italia è stata scandalosa in questa partita. Bonucci non è ancora pronto per il mondiale, meno male che l'onnipresente Cannavaro ha messo una pezza come poteva anche per lui. Pollice verso anche per Di Natale. Pepe mi è piaciuto e Maggio ha fatto meglio di Zambrotta e Iaquinta è stato il migliore fra gli attaccanti. Il resto, centrocampo inesistente e Gilardino e Pazzini senza voto, poverini non hanno avuto una palla giocabile...

Certo, il Messico ha giocato più partite di noi e tutte le giustificazioni possibili, però ci ha messo proprio in difficoltà... Speriamo che con la Svizzera sabato sia tutta un'altra storia...

domenica, maggio 23, 2010

Lost, the end is near...

Mancano poche ore alla messa in onda dell'ultima puntata di Lost, trasmessa in contemporanea anche in Italia. In qualunque modo finisca, è stata un'esperienza per me unica. Mi mancherà davvero tanto questo grandissimo telefilm, seguire le avventure dei protagonisti, cercare di capire i  vari misteri e così via... Per questo, agli autori, agli attori e a tutti coloro che hanno contribuito al successo di Lost dico... grazie di tutto! :)


venerdì, maggio 14, 2010

Fable III: Boxart

È stata appena rilasciata la boxart ufficiale di Fable III, in uscita a fine 2010. Non vedo l'ora...

martedì, maggio 11, 2010

Cassidy 1, L'ultimo Blues: recensione

L'ottava miniserie della "nuova era" Bonnelli, la seconda ad opera di Pasquale Ruju, si presenta ai lettori con la bella copertina di Alessandro Poli (già all'opera su Demian). Cassidy è un criminale a cui la morte, un cieco blues-man, concede una seconda possibilità e 18 mesi per "sistemare le cose". A quali danni deve riparare il protagonista, lo scopriremo nei prossimi 18 numeri.

Il personaggio duro e tosto, rifacimento a figure televisive e cinematografiche degli anni '70 (a cui la serie si ispira), si allontana dagli eroi e dagli anti-eroi bonelliani e interpreta il suo ruolo di cattivo con una certa naturalezza grazie alle belle tavole di Maurizio Di Vincenzo che danno man forte alla sceneggiatura agile e scorrevole di Ruju.
Forse fin troppo agile e scorrevole ed infatti si nota una decompressione notevole che, considerando la durata della serie, non è un buon segnale.

Pur condito di cliché e un tasso di originalità poco elevato, l'albo si rileva piacevole e c'è la curiosità di proseguire nella lettura. Saranno proprio i prossimi numeri due/tre a stabilire la bontà della miniserie, alzando o abbassando in maniera decisiva l'interesse del lettore verso la nuova proposta Bonelli. Staremo a vedere.

domenica, maggio 09, 2010

Iron Man 2: recensione

Con qualche giorno di ritardo rispetto alla visione, eccomi a parlare nel dettaglio di Iron Man 2.
Piccola premessa: il primo film, diretto sempre da Jon Favreau, all'epoca lo apprezzai molto. L'origine del personaggio era ben narrata, la storia di fondo più che valida, belle sequenze d'azione e un giusta dose di ironia. In più, c'era una forte componente antimilitarista, che non guastava affatto, ed un Robert Downey Jr. perfettamente calato nel personaggio. Insomma, un film di supereroi sopra la media del genere.

Iron Man 2, invece, pur essendo un buon film d'azione, spettacolare e nerdisticamente appagante (per quanto poco sia interessato all'aspetto puramente nerdistico) presenta pecche tali da renderlo inferiore al primo.

La trama, di cui vi risparmio i dettagli, si può ridurre a quanto segue: scontro fra robottoni, Tony che perde il controllo di se stesso, Tony che riesce a ristabilirsi, War Machine, Tony che salva il mondo, Tony che intensifica i rapporti con lo S.H.I.E.L.D. (organizzazione militare segreta guidata da Nick Fury, interpretato da Samuel L. Jackson, che sta reclutando vari supereroi in un supergruppo).
Nel film sono presenti molti elementi che potrebbero offrire spunti interessanti: Stark dinanzi alla corte suprema a discutere sulle sue responsabilità circa l'armatura (chiara strizzatina d'occhio a Civil War), la sua inadeguatezza al ruolo di difensore della pace, la sua malattia, l'alcoolismo (appena accennato ma che è una caratteristica del personaggio Marvel). Tanti spunti, però, gestiti con superficialità e conditi da tante, troppe, scene atte a vivacizzare la pellicola, rendendo il film scorrevole ma troppo ironico per rendere efficaci i momenti chiave. Molte scene, con un pizzico di drammatizzazione, ne avrebbero guadagnato in efficacia, dando al film quel poco di spessore che sembra mancare del tutto. Anche la scena del bacio con Pepper Potts (Gwyneth Paltrow) è scontata e poco efficace.
A questo, poi, bisogna aggiungere una trama di fondo abbastanza lineare ed un nemico, reso interessante dall'interpretazione di Mickey Rourke, dal background non efficace. La sua storia, ed il suo passato, promettevano risvolti interessanti, ma anche qui nulla di fatto. Infine, la parte centrale della pellicola in cui Tony cerca, anche grazie al padre defunto, di risolve il suo problema di salute è di una lungaggine e inutilità mostruosa.
Veniamo alla questione Vendicatori. La cosa più interessante della pellicola è proprio questo suo esser parte di un disegno più grande che porterà i vari film Marvel a sfociare narrativamente nel film dei Vendicatori in uscita nel 2012. Un'operazione unica nel mondo del cinema, che magari approfondirò in futuro. Quello che è certo è che se questo arricchisce il film nel quadro generale, nello specifico non ha lo stesso effetto. Sì d'accordo, Scarlett Johansson nei panni della Vedova Nera è un gran bel vedere, ma la (sotto)trama S.H.I.E.L.D. non è esaltante, sopratutto per chi non è interessato a vedere gli altri film Marvel, e aggiunge poco al film in consistenza. Di certo si fa apprezzare per il valore nerdistico e,  appunto, in ottica film Vendicatori.

A conti fatti, Iron Man 2 sembra più che altro un film fatto per ingannare l'attesa dell'uscita della pellicola sui Vendicatori. Il titolo potrebbe essere, infatti "Stanno arrivando i Vendicatori, nel frattempo vedetevi questo". Si ha l'impressione che la parte portante del film sia proprio la presenza dello S.H.I.E.L.D. La pellicola, infatti, non aggiunge nulla al primo film e al personaggio in generale.

In conclusione, Iron Man 2 è un buon film d'azione, con scene spettacolari e realistiche, ma senza troppe pretese. Gli attori fanno un bel lavoro e la regia è attenta, forse troppo, a non far annoiare lo spettatore. Purtroppo, il film scivola via troppo facilmente, sarebbero bastati pochi accorgimenti, introdurre più introspezione ed un pizzico di drammaticità in più, per portare la pellicola allo stesso livello del primo film.

Ps. Qualcuno mi spiega come è possibile che un'attrezzatura all'avanguardia oltre ogni immaginazione come quella che ha Stark, non riesce a rintracciare una telefonata all'istante?

giovedì, maggio 06, 2010

Inter-Roma: quando il gioco si fa duro...

Non posso evitare di parlare nuovamente di calcio dopo il post di qualche giorno fa. Ieri sera si è disputata la finale di Coppa Italia fra Roma e Inter. Una sfida che sembra essere stata messa lì apposta, come in una sceneggiatura in cui tutti gli elementi si incastrano a perfezione. La Roma e L'Inter, le due candidate per lo scudetto (che, salvo clamorosi colpi di scena, dovrebbe andare all'Inter) che hanno dato vita, nell'ultimo periodo, ad una bella lotta al vertice dopo mesi di assoluto dominio interista. Una sfida che arriva dopo le polemiche che ha suscitato Lazio-Inter, e così via.

La sfida di ieri è stata si è dimostrata un brutto spettacolo, sopratutto per l'interpretazione maschia e cattiva che la Roma ha voluto dare e che ha costretto Rizzoli a fare gli straordinari. Ci ha pensato Francesco Totti a mettere la ciliegina sulla torta con il calcione dato a Mario Balotelli (continuo "bersaglio" del pubblico). Al di là delle dichiarazione di Totti di stamane, che accusava Balotelli di averlo più volte provocato verbalmente, un personaggio come lui non può permettersi simili gesti in una finale davanti a milioni di spettatori. Mi ricorda un po' l'eclatante testata di Zidane a Materazzi. Ora, sarebbe il caso che Rossella Sensi si rimangiasse le recenti  dichiarazioni fatte sul suo capitano, quelle in cui lo definiva un "esempio positivo". Se nel precedente post, dunque, parlavo del tifo violento, non posso non parlare ora della violenza che si vede in campo. Gesti come quello di Totti, come il precedente pollice verso rivolto ai tifosi laziali dallo stesso calciatore durante il derby, non fanno altro che fomentare questo odio fra tifoserie. Ed infatti, anche ieri ci sono stati feriti dopo la partita.
C'è da dire, a onere di cronaca, che anche altri calciatori (sia romanisti che interisti) hanno contribuito a rendere nervoso il clima di questa partita. Voglio spendere, per la Roma, un'unica nota positiva per Daniele De Rossi, che ha dimostrato grande fair-play durante e dopo la partita.

Riguardo la gara, la vittoria dell'Inter è giusta e meritata. La Roma ha avuto varie occasioni che avrebbero potuto riportarla in gara, occasioni ben più ghiotte della stessa azione di Diego Milito, che è tutta da attribuire alla sua classe. Il nervosismo dei romanisti, però, non gli ha concesso di rientrare in gioco e l'Inter non ha dovuto far altro che amministrare con la dovuta classe il risultato fino alla fine.

Alla fine, l'Inter torna a casa dalla settimana romana con il primo posto in tasca ed una coppa. Niente male, direi.
© Foto: Ansa

lunedì, maggio 03, 2010

Lazio-Inter: le anomalie scendono in campo

Probabilmente Lazio-Inter del 2/10/2010 verrà ricordata come una delle più grosse anomalie del calcio italiano.

In breve: la Lazio è una squadra che lotta per la salvezza, l'Inter per lo scudetto. L'inter, battendo la Lazio, ha la possibilità di confermare il primo posto in classifica. E fin qui, tutto regolare se non fosse che l'altra candidata per il titolo è la Roma che, nel caso di vittoria della Lazio, si ritrova prima in classifica a due giornate dalla fine del campionato. Roma e Lazio sono rivali storiche e fra di loro c'è una fortissima rivalità, basti pensare a quanto successo in precedenza al derby. Ora, l'anomalia grossa è dovuta dall'atteggiamento dei tifosi laziali che, pur di non favorire la rivale società cittadina, tifano contro la loro stessa squadra, chiedendo ai proprio giocatori ed alla società un "sacrificio necessario". Insomma, fischi ed urla contro i giocatori laziali che osavano tirare in porta e grande esultanza ai gol subiti.
E qui ci si domanda cosa significa "tifare", che tipo di considerazione si ha dello sport. Finora abbiamo assistito a tifosi criticare la squadra in modo deciso tifando anche contro in segno di protesta, ma una situazione del genere mai e poi mai si era vista. Che il sentimento d'odio sia maggiore è palese.

Ma c'è un'ulteriore anomalia. La Lazio ha giocato quando tutte le altre partite erano terminate, in particolare Atalanta-Bologna finita 1-1. Perché è importante questa partita? Perché l'Atalanta, come la Lazio, lotta per non retrocedere e pareggiando col Bologna si è praticamente auto-condannata alla B. Il tutto a favore della Lazio.
La Lazio, quindi, ha giocato questa gara con svogliatezza e poca determinazione. Quanto questo sia voluto o meno non è possibile stabilirlo di certo, se il risultato dell'Atalanta fosse stato diverso, avrebbe affrontato la gara in altro modo. E qui c'è l'anomalia. Come mai le partite non si sono giocate in contemporanea? Certo, per i diritti televisivi, ma sfide che determinano questi equilibri (sia per la lotta allo scudetto che per la permanenza in A) non possono disputarsi a distanza di ore. Che poi l'Inter era in ogni caso favorita, su questo non ci piove. Ma sarebbe stata tutta un'altra partita.

Sulle polemiche del dopo-partita, bisogna dire che non si può di certo accusare l'Inter, bisogna però valutare la prestazione della Lazio e riflettere sulla contemporaneità delle partite, sopratutto nelle fasi finali. Non si può prendere in considerazione tale discorso solo per le ultime due giornate. A quanto già detto si deve aggiungere una seria riflessione sul tifo in Italia che, fra episodi violenti ed atteggiamenti del genere, di certo non fa onore al calcio.

© Foto: Ansa

sabato, maggio 01, 2010

Napoli Comicon 2010

Scrivo queste righe mentre la XII edizione del Comicon di Napoli è ancora in corso. Un'edizione che segna una svolta, considerando che oltre a Castel Sant'Elmo, che ospita la parte "classica" del Comicon, si aggiunge come location la Mostra D'Oltremare a Fuorigrotta che ospita videogame e cosplayer o, per meglio dire, il GameCon.

Purtroppo sono riuscito a fare una capatina solo il primo giorno a Castel Sant'Elmo. La fiera è, come sempre, bella e interessante, la cornice del castello è suggestiva come al solito e le mostre e gli incontri stimolanti.
Fra un "Nero" (tema di quest'anno) e l'altro, il piacere di incontrare tanti amici ed appassionati di fumetti.

E, a proposito di fumetti, fra le tante novità in uscita ne approfitto per segnalare qualche volume fra quelli che ho preso e che sono più curioso di leggere.

Ravioli Uestèrn 2 di Pierz (NPE)
Secondo volume delle divertenti avventure disegnate da Pierz, disponibile anche nell'edizione "Comicus Ediscion" limitata a 100 copie. Ho letto il volume mentre tornavo a casa e, come il primo, lo rileggerò almeno altre 4-5 volte in attesa del terzo.

Bleu di Lewis Trondheim (Prospettiva Globale Edizioni)
Storia di un'ameba blu nel brodo primordiale blu. Una prova d'autore coraggiosa e sperimentale che va al di là di ogni limite in campo fumettistico. Di sicuro approfondirò l'argomento, ma vale la pena di prenderlo per il coraggio di autore ed editore e perché, ovviamente, è un oggettino che gli intenditori di fumetto non possono lasciarsi scappare.

Napoli, sguardi d'autore di Alfred, Anne Simon, Bastien Vivès, Mathieu Sapin (Tunué)
Uno sguardo originale ed inedito di quattro autori francesi su Napoli. Un volume che, ne sono convinto, non mi deluderà affatto considerando i nomi coinvolti.

Il Canemucco # 1 di Makkox e A.A.V.V. (Coniglio editore)
Una scelta molto coraggiosa da parte di Coniglio Editore, un mensile da edicola decisamente atipico. Confido nella bravura di Makkox, sono molto incuriosito da questa nuova testata.

giovedì, aprile 29, 2010

Intervista Mono: Sergio Badino e Daniele Bonomo

Una rinfrescatina al blog ed un nuovo post! Riprendo questo spazio con la volontà di aggiornarlo con costanza e subito ne approfitto per segnalare una mia intervista, apparsa proprio oggi su Comicus, a Sergio Badino e Daniele Bonomo. Il duo dirige la bella testata Tunué "Mono" e domani a Napoli uscirà l'ottavo numero dedicato ai Piccoli. Numero che sono curiosissimo di leggere.

Mono è una rivista, già diretta dall'amico Marco Rizzo e da Sergio Algozzino, che presenta mono-tavole di autori famosi ed emergenti. Un esperimento davvero interessante e, finora, riuscito.

L'intervista la trovate qui, buona lettura!

mercoledì, febbraio 17, 2010

Sanremo 2010: impressioni dopo la prima serata

Visto che ieri sera ero a casa, e avevo anche un po' di mal di testa, ho preferito lasciar perdere tutto  il resto e vedere la sessantesima edizione di Sanremo. Così, ho gettato un paio di appunti sulla serata.

- La conduzione e l'edizione mi sono sembrate sobrie, non brillantissime (la Clerici un pochino fredda) ma neanche pessime e molto meglio di alcune "pesantezze" passate. Lo show è stato veloce e senza intoppi.

- Le canzoni. Per me davvero valide quelle di Enrico Ruggeri, Malika Ayane e Simone Cristicchi (anche se meno brillante del solito).
La canzone di Irene Grandi (targata Baustelle) la devo risentire. M'è sembrata più che buona quella di Noemi e valida quella di Marco Mengoni.
Orecchiabili (ma nulla più) quelle di Arisa e Fabrizio Moro.
Dispiace per Nino D’Angelo e Maria Nazionale (eliminati) ma la loro canzone non era il top per la loro produzione, anche se molto meglio di almeno altre 10 che hanno partecipato a Saneremo.
Né caldo e né freddo mi ha fatto la canzone di Nomadi e Irene Fornaciari, forse troppo anonima, ma magari risentendola cambio idea. Il resto è spazzatura.
Povia forse meno peggio del solito, ma proprio non lo digerisco. La sua voglia di fa rmorale ai poveri italiani è penosa. Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici scandalosi. Non riesco a capire come possa un direttore artistico far passare una cosa del genere se non per far nascere polemiche. Un testo che vuole riscattare il principino? Mah, ha ragione Costanzo a dichiarare che non è una canzone. Davvero ridicoli, un momento trash da antologia.
Per i Sonohra, canzoncina caruccia ma non è proprio il mio genere. Toto Cutugno e Valerio Scanu lasciano il tempo che trovano.
Insomma, bilancio piuttosto positivo, 2-3 guizzi, qualche canzone buona, una sfilza di canzoncine almeno orecchiabili e 3-4 cose immonde.

- Eliminati Cutugno, Pupo col principe e Nino D'Angelo. Inevitabili i primi due, un po' meno l'ultimo. Spero in un ripescaggio, ma la sua canzone è abbastanza sottotono, come scrivevo già in precedenza. Se usciva Povia ero davvero soddisfatto.

- Scenografia di Gaetano Castelli davvero bella!

- Ospiti, non ho visto tutto l'intervento di Paolo Bonolis Luca Laurenti, ma credo abbiano fatto il loro lavoro, quindi bene. Cassano, mah, simpatico però che pessimo esempio, e poi si squalifica Morgan... La scozzese Susan Boyle ha fatto il suo compitino. Infine, davvero fuori luogo Dita Von Teese. Però, ospiti non entusiasmanti.

Dispiace, poi, per Morgan (che ha dichiarato che, vedendo il festival, meglio non esserci... Sì, come no, poco ci credo..).

Insomma, un Festival che viaggia sulla sufficienza. Magari 2-3 canzoni in più di alta qualità avrebbero fatto bene.

venerdì, dicembre 25, 2009

Merry Christmas!


A tutti coloro che si trovano a passare da queste parti, auguri di buon Natale! :)

lunedì, dicembre 21, 2009

Addio, Brittany!

Come un fulmine a ciel sereno, a soli 32 anni: Morta l'attrice Brittany Murphy.

 La notizia mi ha davvero colpito, mi era sempre piaciuta molto.


Brittany Murphy, 1977-2009
Riposa in pace.


giovedì, novembre 19, 2009

Work in Progress...

Nel precedente post vi avevo accennato ad un progetto che ho presentato a Lucca, insieme al disegnatore Amerigo Pinelli. Ieri, sul blog del mio compare, è apparsa questa illustrazione relativa al nostro lavoro:


Oggi rilancio io, mostrandovi un paio di schizzi relativi ai due protagonisti del racconto.


Al momento, ci stiamo lavorando, lavorando e lavorando ancora. Restate sintonizzati e ne saprete di più!

giovedì, novembre 05, 2009

Lucca Comics & Games 2009

Fino ad ora, quest'edizione della fiera è per me la migliore Lucca di sempre. Non parlo in generale, parlo per me, di come l'ho vissuta. È stata una Lucca perfetta sotto ogni punto di vista.
4 giorni senza intoppi e pieni di soddisfazioni.

Siamo partiti da Napoli in 4: io, Daniele Mancino, Amerigo e Giulia. Abbiamo dormito in un appartamento al centro di Lucca e quindi, a differenza degli altri anni, non c'è stato alcun tipo di problema legato agli spostamenti, anzi in 2 minuti eravamo a casa. L'appartamento, tra l'altro, era stupendo.

Con Amerigo ho proposto un progetto ai vari editori e le risposte sono state ben più positive di quanto osassimo immaginare. Di cosa sto parlando, è ancora presto per dirlo... ne riparleremo in seguito.

Per quanto riguarda Comicus, la conferenza è andata benissimo ed il lavoro per news ed interviste è stato ottimo come sempre. Personalmente ho intervistato David Hernando e Pasquale Saviano per la Planeta. Tutti gli aggiornamenti della redazione, li potete trovare nello speciale dedicato alla fiera.

Ovviamente, le fiere sono l'occasione per incontrare i tanti amici del mondo del fumetto, con cui si trascorre un po' di tempo. Editori, fumettisti, forumisti etc. Non ci provo nemmeno a stilare un elenco, ma posso dire che re-incontrarvi tutti è sempre un piacere: fra gli stand o per strada, al bar o alla mega-cena organizzata dal mitico Filippo "Joe Kerr" Conte. Tra l'altro, quest'anno, alla cena s'è mangiato proprio bene! :D

Inutile dire che la parte più bella di questa Lucca è stata... la seconda rete di Hamsik che ha dato i tre punti al Napoli contro la Juve. 2 a 3 per noi in un clima da finale dei mondiali, davanti un punto Snai a Lucca, fumettisti e non napoletani (e non) a festeggiare, abbracciarsi e quant'altro. Bellissimo, ricorderò questo momento per tutta la vita!

In generale, la fiera è stata un successo, record di presenze e organizzazione migliore rispetto lo scorso anno, così i visitatori in più sembravano quasi non esserci e la vivibilità ne guadagnava molto.

Tanti belle novità uscite quest'anno, in particolare ho atteso come un bambino il volume delle Ninja Turtles della 001. Bellissima anche la biografia di Disney della Tunué. Bello il Don Chisciotte di Landolfi edito da Nicola Pesce. Ma, anche qui, non voglio dilungarmi oltre, dimenticherei sicuramente altri volumi. Ora devo smaltire i fumetti che ho portato a casa. Ricordo solo il volume della Alien Press Nuovimondi, edito dalla DOUbLe SHOt i cui ricavati andranno in beneficenza.

In definitiva una Lucca ottima in cui divertimento, soddisfazioni personali e un'ottima organizzazione sono andati di pari passo.

Ora avranno sicuramente finito di smontare la città in modo che il prossimo anno potranno ricostruirla per far felici i tanti nerd che, da tutta Italia, giungono alla Fiera del fumetto per eccellenza. Al prossimo anno, Lucca! :)

martedì, ottobre 20, 2009

Lo "StranPaese"...

Una volta dell'Italia si diceva "Il BelPaese", ce lo dicevamo da soli e ce lo dicevano all'estero.

Chissà, adesso, quale nominativo usano i fratelli stranieri per descrivere l'Italia. Sicuramente faticano a capirci. La stampa estera resta incredula davanti alle vicende politiche del nostro Paese, basta dare un'occhiata ai titoli dei maggiori quotidiani stranieri per capirlo. In effetti il corto circuito politico è ormai giunto a livelli paradossali con un presidente del consiglio invischiato in scandali di ogni specie (privati, vedi le escort, giudiziari, finanziari etc.) ed un Paese ed un'opposizione incapace, o forse semplicemente poco interessata, a reagire.

All'estero una situazione del genere sarebbe inammissibile. Un personaggio come Berlusconi difficilmente potrebbe candidarsi, difficilmente vincerebbe, e al primo colpo sarebbe costretto alle dimissioni e mai e poi mai potrebbe ricandidarsi. Abbiamo visto come basta poco per far cadere ministri nelle altre nazioni europee, in Italia nemmeno la bocciatura del lodo Alfano ha sortito alcun effetto, cosa del resto prevedibilissima. Intanto, all'estero non si capacitano, scrivono sui giornali di fantomatiche dimissioni del premier, mentre in Italia tutto trascorre con tranquillità con un presidente del consiglio che deve presiedere a tre processi contemporaneamente.

La cosa assurda è, però, il rovescio della medaglia. Con un effetto "pappagallo" (basta vedere la sua reazione dopo la bocciatura del lodo Alfano) tramite il partito e i media a disposizione, vengono ripetuto slogan sconnessi dalla realtà e passati come fatti, così che alla fine tutti sono comunisti, tutti corrotti, la stampa e la Tv è contro il governo, i giudici sono di sinistra e così via... In un Paese in cui il presidente del consiglio controlla i maggiori mezzi di informazione si arriva a dire questo e normali trasmissioni di inchiesta vengono viste come sovversive (e "consiglia" agli industriali di non far pubblicità su questi giornali e durante queste trasmissioni, invitando anche a non pagare il canone Rai). Non accade in nessuna nazione democratica del mondo. Se pensiamo al caso delle escort ed allo "scandalo" della Daddario in tv, da Santoro ad "Annozero", mentre in America ai tempi di Clinton non ci fu nessuna polemica televisiva o giornalistica per il caso Lewinsky. Come giusto che sia in un Paese democratico, il presidente rispose a tutte le domande de giornalisti, anche le più scabrose, e la Lewinsky disse la sua versione in Tv e sulla stampa.

In effetti, gli attacchi alla stampa (49° Paese come libertà di stampa) sono ormai sempre più frequenti e c'è un vero e proprio sistema di intimidazione contro di essa. Esplicito, in tal senso, è l'intervento di Marco Travaglio sul giornalismo e sul fare il giornalista in Italia:



Da ricordare la manifestazione per la libertà di stampa del 3 ottobre (attaccata da Minzolini, direttore del Tg1, con successiva risposta dei suoi stessi giornalisti) che, almeno, ha avuto il compito di sensibilizzare un poco sulla vicenda. Ma siamo lontani, ancora lontani, serve una svolta decisiva.

Anche la rete, organo di libera informazione, è soggetto a nuove leggi restrittive. Internet fa paura ed i politici, destra e sinistra, cercano di controllarla, addomesticarla. In internet ognuno di noi ha un proprio "canale", un proprio "giornale" e, a chi vuole limitare le voci, questo fa paura. La supremazia in tal senso è importante, basti pensare alla lavata di capo che Berlusconi ha fatto a Fiorello quando è passato a Sky, pericoloso concorrente di "RaiSet" (a rete unificate per la nazione).
Le televisioni devono essere, infatti, a servizio della classe politica, atta anche a denigrare gli "avversari", come il caso del giudice Mesiano (che ha condannato Finivest a pagare 750 milioni alla Cir di Carlo De Benedetti) che viene spiato dalle telecamere di "Mattino 5" e mostrato in normali atteggiamenti, definiti però come "stravaganti" (fumare, avere calzini turchesi, diventati poi un simbolo).



Ed è meglio sorvolare sulle "scuse" di Claudio Brachino... D'altro canto, nella Tv delle veline e dei soldi facili, dell'informazione controllata (vedi Tg1), questa è ormai la normalità. "Il Giornale" diretto da Vittorio Feltri (e della famiglia Berlusconi) in perdita, è tenuto in vita solo per gli attacchi personali ai nemici del Premier.
Tutto questo riporta alla mente il finale del film di un lucidissimo Nanni Moretti che, già anni fa, avevo intuito lo sviluppo delle nostre faccende politiche ne "Il Caimano".



Ormai, la misura è colma, ma si continua ad andare oltre e si raggiungono limiti insormontabili ogni giorno. Come dire, non c'è mai limite al peggio. Intanto, mentre i politici tutti si puliscono il deretano con il tricolore, insultando istituzioni e altro, fa scalpore uno spot di calze con l'inno di Mameli al femminile:



Questa è l'Italia, se mi leggete dall'estero, non vi meravigliate. Forse un giorno tutti ci sveglieremo e allora, con la vergogna stampata sul viso, vi diremo: "Avevate ragione voi".

L'immagine dell'articolo è © di Vauro.

lunedì, settembre 28, 2009

L'onore di Stato

Riprendo ad aggiornare il blog, dopo qualche mese di silenzio, commentando un singolo minuto di silenzio. Mi riferisco, ovviamente, a quanto accaduto la scorsa settimana ai sei militari italiani morti in Afganistan.
Ora, io rispetto il dolore delle famiglie e spero che i caduti riposino in pace, ma per quanto riguarda il resto, io non ci sto!
Il minuto di silenzio per le vittime lo faccio addolorato, ma poi voglio parlare.

È giusto che persone stra-pagate, impegnati in una missione militare che non ha altro scopo che quello di farci gettare milioni, quando abbiamo tagli alle scuole e alla sanità, hanno ricevuto un funerale di Stato quando poi un povero cristo, malpagato, muore sul lavoro e a stento riesce ad avere un funerale appena decente?

Dicono che quei soldati difendevano l'onore dell'Italia. Che tristezza, una volta erano gli artisti a difenderlo... L'Italia, nei secoli scorsi, ha avuto un dominio culturale pari a nessun'altra nazione. Il nostro onore era rappresentato da persone come Michelangelo, Da Vinci, Boccaccio e tanti altri. Sentire ora che l'onore appartiene a persone (con tutto il rispetto per coloro che sono morti e per le loro famiglie) che scelgono un lavoro che gli permette di guadagnare belle migliaia di euro al mese, in una missione che è chiamata di "pace" ma che in realtà serve solo a difendere gli interessi economici delle solite nazioni, quanto poi di pace non c'è nulla, be' allora mi dissocio totalmente.

Per me c'è più onore a servire il proprio Paese aiutando i civili bisognosi e i disabili.
E se i soldi destinati alle azioni militari finissero nelle nostre scuole, forse un domani avremmo di nuovo i Leopardi e i Caravaggio. E allora, piuttosto che sei persone scomparse per operazioni del genere, avremo altrettanti premi nobel di cui glorificare le azioni.

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