mercoledì, agosto 17, 2011

Diabolik - Gli anni del Terrore

Una nuova ristampa, questa volta a colori, per una nuova collana di allegati dedicata a Diabolik, il Re del Terrore, che in questi anni ha invaso le edicole italiane con numerose iniziative.

Qui, trovate una mini recensione del numero 1, pubblicata venerdì scorso, giorno della pubblicazione.
La serie è composta da 50 volumi, di ottima fattura, a 6,90€ allegati a Panorama. Il primo, costa 0,90€.

Di sicuro consigliata ai numerosi fan del personaggio

mercoledì, agosto 10, 2011

Napoli-Siviglia: l'Estadio e la camorra

Adoro i giochi di parole. Certo, una cosa come quella che segue merita la dovuta eccezione.
Dopo l'amichevole Napoli-Siviglia, l'Estadio Deportivo ha titolato "Pueden con toto (hasta la camorra)" ovvero "Più forti di tutti (persino della camorra)". Ora, camorra in spagnola significa lite, ma è chiaro il gioco di parole con la camorra napoletana.
Il tutto nasce da una lite in campo. I giocatori del Siviglia erano piuttosto fallosi e non risparmiavano entrate dure. La situazione, col passare dei minuti, è poi degenerata finendo in una lite che, alla fine, ha portato solo nervosismo ma null'altro.

Purtroppo, Napoli e l'Italia sono vittime dei soliti luoghi comuni, e quindi associare Napoli alla camorra indistintamente è un gioco davvero facile.
La superficialità di questo accostamento ha portato alle scuse del direttore dell'Estadio Deportivo, ma la sua giustificazione sull'utilizzo del termine per indicare la sola lite è ridicola.

Del resto, qualche annetto fa, quando circolava l'assurda voce del trasferimento di Lionel Messi a Napoli, l'El Mundo Deportivo (altro quotidiano spagnolo) cadde nella trappola (e già questo li qualifica) scrivendo un editoriale in cui invitava Messi a non andare in quella città così pericolosa e a non accettare i tanti soldi offerti vista loro losca provenienza.

Insomma, non c'è che dire, la stima è davvero alta. Chi porta con sé tanti pregiudizi mi fa sempre una certa pena e questo in generale quando ascolto discorsi stereotipati e razzisti verso chiunque.

Morale della favola, la Aidacon ha chiesto per la faccenda della camorra un risarcimento milionario all'Estadio Deportivo per diffamazione. Spero che la cosa vada in porto.

martedì, agosto 09, 2011

lunedì, agosto 08, 2011

Vasco Rossi Vs. Ligabue...

...ovvero, la perfetta applicazione del detto: "il bue che dice cornuto all'asino".
Sì, perché Vasco Rossi che dichiara: "Penso che sia un bicchiere di talento in un mare di presunzione", riferendosi a Ligabue, fa sorridere. Ma tanto.
Non perché Ligabue sia "superiore" a Vasco, ma perché sommando le dichiarazioni precedenti e ben poco lusinghiera fatte sempre dal Blasco al Liga ("deve mangiarne di polenta") io non posso non soffermarmi sui suoi ultimi 10 anni (e più) di carriera in cui le sue canzoni non sono altro che una serie di parole in un mare di monosillabi. Eh, oh, eh già, eh... etc etc.
Voglio dire, almeno Ligabue si sforza a scrivere un testo. Che poi, il Liga, scriva sempre la stessa canzone da "Buon compleanno Elvis", è un altro discorso.

È vero, insomma, che il primo Vasco ha scritto canzoni che Ligabue può solo sognare, ma è anche vero che fra l'ultimo Liga e l'ultimo Vasco, il primo se la cava un tantino meglio. Che poi, entrambi attualmente siano solo tanto mestiere e null'altro, su questo non ci piove.
È triste, comunque, vedere che questi due signori siano considerati il "top" delle rockstar in Italia.

sabato, agosto 06, 2011

Non siamo secondi neppure a Wikipedia...

Sì, fa caldo! Ed era anche ora, direi, dopo che quest'estate ci ha davvero graziati. Ma nonostante questo, le riflessioni sotto al sole non mancano.

Qualche tempo fa, sul blog di Roberto Recchioni, l'autore romano tornò a parlare della situazione dei siti italiani dedicati ai fumetti. Sia io che Ettore Gabrielli, sottolineammo come uno dei principali problemi fosse quello legato al ricambio generazionale dei collaboratori. A riguardo, la posizione di Recchioni era (in sintesi) che non c'erano più i collaboratori di una volta e servivano nerd "appassionati" che passavano l'intera giornata ad aggiornare il sito.
Come se i siti in rete non cercassero collaboratori o ne cercassero solo di "affaccendati". La posizione di Recchioni, magari in buona fede, risulta un po' semplicista e ingenua. È indubbio che ricercare gente disponibile, che conosca bene il mondo del fumetto, che sappia scrivere in italiano, che sia disposta ad accettare regole editoriali dettate da una gestione redazionale di un certo tipo, sia molto difficile. Che poi si dimostrino costanti e che possano dedicare molto tempo al sito, è ancora più difficile.
Sempre per garantire aggiornamenti di qualità, sia chiaro. Su Comicus ci sono vari collaboratori, come il sottoscritto e come molti altri, che dedicano molto tempo al sito, ciò non toglie che la disponibilità che un collaboratore può garantire non pregiudica il suo valore e il suo apporto al sito.
È normale che una collaborazione non retribuita in una realtà no profit è soggetta agli impegni della vita reale ed allora il ricambio generazionale è necessario in quanto le condizioni di vita dei singoli collaboratori mutano col passare degli anni e l'apporto al sito non può essere più lo stesso.

Lo stesso Recchioni, suggerisce di monetizzare il lavoro come fatto da siti stranieri o italiani di cinema e videogame. Anche qui c'è un'ingenuità di fondo: i siti americani hanno un pubblico vastissimo all'estero oltre a quello nazionale, che di per sé è di 5 volte maggiore al nostro, grazie alla lingua usata. I siti di cinema e videogame fanno riferimento a mondi in cui girano capitali ben diversi da quelli del fumetto.

È indubbio, insomma, che non avendo mai gestito un sito complesso ed una redazione ampia come quella di Comicus, Recchioni sia abbastanza estraneo ai meccanismi che regolano un sito web.

Ma tutto questo, in realtà, non è l'altro che l'incipt del mio discorso e della mia riflessione. Arriviamo dunque ad oggi e al motivo di questo mio post. Stamattina in edicola acquisto "la Repubbica" e trovo un articolo in cui il co-fondatore di Wikipedia Jimmy Wales, il quinto sito più visitato al mondo, lancia un allarme: i collaboratori scarseggiano e quelli "vecchi" non scrivono più perché "sono entrati in una fase diversa della loro vita, lanciando progetti in proprio o sposandosi". Serve quindi un ricambio generazionale, ma è difficile trovare persone valide, in grado di sottostare a norme redazionali...  Insomma, mi è quasi parso di leggere, nell'articolo, mie dichiarazioni.
Ora, tralasciando che la questione è più complessa, fate le dovute proporzioni con un sito settoriale come Comicus e traetene le conclusioni. Un sito come Wikipedia lancia un allarme perché non riesce a trovare collaboratori volontari! Forse anche a loro scarseggiano nerd senza vita sociale. Strano.

Inutile dire che, oltre ad avermi riportato alla mente la discussione fatta con Recchioni, la lettura di questo articolo mi ha alquanto sconcertato e mi ha fatto riflettere molto sulla questione sopracitata, sui siti d'informazione web, sul lavoro dei collaboratori e su mille altre cose. Di sicuro, però, dopo un attimo di sconcerto, non mi sono amareggiato e ho ripreso il mio salutare ottimismo.

Non so come Wikipedia risolverà i suoi problemi, per quando riguarda Comicus, stiamo cercando di risolvere una serie di questioni gradualmente per migliorare sempre più la nostra offerta ai lettori. Oltre a dare maggiore sistematicità ai nuovi ingressi, stiamo puntando man mano a migliorare il già ottimo lavoro redazionale. Ad esempio, abbiamo introdotto da un paio di settimane una serie di norme interne per rendere più veloci e puntuali le recensioni degli albi da edicola. Ma questo è solo uno dei punti che stiamo affrontando in redazione. La strada è sempre in salita, ma abbiamo un buon allenamento per salire in superficie senza fiatone. E sono convinto che arriverà anche il momento di percorrere la strada in discesa. Intanto, buone vacanze!

lunedì, luglio 11, 2011

Il nuovo Topolino

Lettore di Topolino da quando ancora non sapevo leggere, ero molto incuriosito dal nuovo restyling targato Valentina De Poli, direttore della testata.

Su Comicus abbiamo seguito con numerosi articoli il rilancio del settimanale, in particolare vi segnalo questa mia lunga analisi che, nel dettaglio, illustra in maniera critica il nuovo Topolino.

Buona lettura!

martedì, maggio 17, 2011

Napoli in Champions League

Al momento non aggiungo nulla, ne riparliamo la settimana prossima.
Obbligatorio è postare una sola immagine che riassume al meglio questa stagione.


mercoledì, maggio 04, 2011

La morte Osama Bin Laden

Il terrorista è morto e così, dopo la condanna del dittatore, anche Bin Laden si schianta contro il giustizialismo americano che, da sempre, è molto selettivo. Ovviamente, Bin Laden ha una storia a sé, Bin Laden è l'11 settembre.

Devo dire, però, che se da un lato la cattura di un personaggio del genere è di per sé un fatto positivo, quello che proprio non riesco a guardare con distacco è la mentila americana che rispecchia nella totalità quella che vediamo al cinema.
C'è un buono ed un cattivo, alla fine il primo uccide il secondo senza alcuna riflessione etica, la morte del cattivo è sempre giusta. Specie se proviene da un Nobel per la pace, Barack Obama. Un Nobel forse troppo frettoloso.
Chissà se la cattura l'avesse fatta un repubblicano... Ma poco importa, il cattivo è stato fatto fuori, il male sconfitto e giù tutti a festeggiare. La logica da far west è nel DNA dell'America. È comprensibile la richiesta di giustizia (vendetta?!?) dei cittadini americani, ma questa morte non restituirà la vita alle vittime delle Torri Gemelle,

Di certo, la morte di Osama è servita a Obama (S/B) per dare una spinta ad un governo che non è stato degno delle premesse. Diciamocelo, Obama non è Martin Luther King, basta illusioni.
E, questa morte, servirà anche ad accendere gli animi degli estremisti islamici.

Ps 1: Anche Trosi si chiedeva se fosse giusto che il buono uccidesse il cattivo.



Ps 2: Ad uccidere Bin Laden è stato Bruce Willis!

lunedì, maggio 02, 2011

Napoli Comicon 2011: riflessioni all'ombra del Vesuvio

Come ogni anno la fusione fra Napoli e fumetto da vita al Comicon, quest'anno per la seconda volta in versione "two is megl che uan". Infatti, oltre alla classica location di Castel Sant'Elmo, i visitatori hanno potuto godere dell'ampio spazio messo a disposizione dalla Mostra D'Oltremare.
Io sono potuto andare solo venerdì, e vi faccio un breve resoconto.

Venerdì mattina, sveglia abbastanza presto, il tempo non è dei migliori tant'è che arrivo alla stazione, perdo il treno, e inizia a piovere. Fortunatamente, giunto a Napoli, il tempo sembra essere migliorato. Arrivo a Castel Sant'Elmo verso mezzogiorno, e per la stampa è prevista una bella borsa "made in prigione" fatte in materiale plastificato con la scritta Comicon. In fiera scopro che la borsa che ho portato da casa,  data qualche edizione fa, grigia e con il logo ben impresso, viene additata da tutti come la migliore, addirittura pare sia molto ricercata su eBay. Mi chiedono se sono intenzionata a venderla: no!

Non faccio in tempo ad entrare nel primo corridoio nel castello che ci rimango bloccato quasi per un'oretta buona. Infatti, fra editori, amici e addetti vari trascorro praticamente il 90% del mio tempo al Castello, il che è la cosa che preferisco fra tutte. Non faccio nomi (per non dimenticare nessuno), ma è davvero un piacere parlare del più e del meno con le tante persone incontrate, peccato che qualcuno non sia riuscito a beccarlo per coincidenze dei giorni.
Una vecchia amica di liceo/università, che lavora come standista, mi fa compagnia anche a pranzo dove scopro che quest'anno la zona ristorazione del Comicon è decisamente ben attrezzata. Anche i bagni sono nuovi, finalmente!

Visito le mostre, faccio un ulteriore giro e faccio qualche acquisto (con qualche omaggio):
dalla Tunuè due volumoni che attendevo: Maledetti Fumetti e Topolino e il fumetto Disney Italiano. Ravioli Uestern 3 della Nicola Pesce, Don Camillo della Renoir, Il grande viaggio di Lewis & Clark della Bao sono alcuni dei titoli acquistati prima che la capienza delle borse mi fermasse da acquistare altro.

Ormai è pomeriggio inoltrato, il Castello non ha una grande affluenza, anzi è quasi vuoto. Penso sia colpa del venerdì. Decido, così, di fare un salto alla Mostra d'Oltremare, che l'anno scorso non sono riuscito a visitare.
40/45 minuti dopo arrivo all'altra location che bazzico sempre in estate per i concerti che ospita.
Entro e noto una moltitudine di gente incredibile. Cosplayer, bambini che molestano la standiste dalla Nintendo in minigonna e tacchi alti, stand a morire. Quasi incredulo mi incammino fra la folla che si diverte a giocare coi videogame, a visitare gli stand, a fare acquisti. Fuori, sui prati della Mostra, ragazzi e ragazze sdraiati che si divertono.
Insomma, un'atmosfera ben diversa da quella del Castello.

Così, torno a casa pensando a quanto potesse resistere questa suddivisione fra Castello e Mostra.

Leggendo i primi commenti, pare proprio che il prossimo anno ci sarà uno spostamento totale degli stand alla Mostra con solo le mostre (scusate il gioco di parole) al Castello. Ovviamente, gli editori e gli standisti del Castello quest'anno non sono rimasti soddisfatti e lo spostamento alla Mostra è, da questo punto di vista, la decisione più saggia.
Personalmente, sposterei anche le mostre lì, nonostante si possa perdere del tutto il castello che è stato uno dei tratti distintivi di questa importante manifestazione. Purtroppo, però, si è giunti al punto tale che la scelta è d'obbligo: favorire l'affluenza del pubblico a discapito della bellezza del castello.
È ovvio che per un ragazzo, così come per un padre di famiglia, sia preferibile andare alla Mostra e questa distinzione ha davvero poco senso: i fumetti ed il lato culturale da una parte, il resto altrove.

Quasi c'è una distinzione ideologica: al Castello, nella zona alta di Napoli, il Vomero, la parte culturale, alla Mostra, nella parte più popolare, a Fuorigrotta, di fronte allo stadio San Paolo, la parte per la "massa".
Ovviamente, non è così per gli organizzatori, che hanno fatto sempre un lavoro eccellente, però la distinzione a mio avviso ha poco senso. Innanzitutto, Napoli non è Lucca e Vomero e Fuorigrotta sono praticamente due città distanti ben collegate ma scomode da raggiungere.

Il Castello è magnifico, discutere senza la pressione della folla con gli addetti pure, girare con calma a visitare le mostre idem, ma purtroppo varie esigenze spingono in un'altra direzione.
Dividere spazio culturale e popolare è un errore a mio avviso. Le cose sono collegate fra loro a doppio filo e l'una è di supporto all'altra. Alla Mostra solo un padiglione era attivo, il prossimo anno nel secondo padiglione si possono collocare gli stand degli editore e le mostre. Cultura, fumetti, giochi, spazio aperto, cosplayer e tanto altro sono tutti ingredienti di uno stesso mondo. Di sicuro, lavorando sodo, con la grande capacità degli organizzatori del Comicon, Claudio Curcio in testa, si riuscirebbe a trovare un'amalgama unica e originale, in modo che il Comicon possa ritrovare la sua identità anche rinunciando al Castello.

Fa male, i ricordi sono tanti, la cornice unica, il tratto distintivo del Castello irripetibile. Ma, come citando una nota canzone; "it's the evolution baby"!

domenica, aprile 10, 2011

La mia Top Ten LSB 2010

Segnalo, un po' in ritardo, la mia personale Top Ten 2010 per Lo Spazio Bianco. È una classifica abbastanza particolare perché ho voluto spingere su alcuni "outsider" e su fumetti popolari, immaginando più o meno quali titoli potessero essere ai vertici della Top Ten generale.

Ovviamente, sono tutte letture che consiglio, sia quelle da me votate che le reali vincitrici. La Top Ten finale rappresenta di sicuro una validissima panoramica delle uscite dello scorso anno. Spulciando il sito troverete, inoltre, anche le selezioni di tutti coloro che hanno preso parte a questa significativa classifica.

Buona lettura!

venerdì, aprile 08, 2011

Poesia a Berlusconi...

...di Lory del Santo. Siamo oltre il trash.



Ma i momenti di imbarazzo non finisco qui. Ecco all'opera colui a cui è dedicato questo capolavoro di chiara ispirazione bondiana: Silvio Berlusconi.



In quest'altro video, il presidentissimo si esibisce in una delle cose che gli riescono meglio, le barzellette. Peccato che nessuno rida, in effetti visto il futuro che gli si prospetta, i neolaureati hanno ben poco da ridere.



Maggiori dettagli, qui.

mercoledì, aprile 06, 2011

Colors 80 - Superheroes: recensione

Su Comicus è appena apparsa una mia recensione di Colors 80, la rivista fondata da Tibor Kalman e Oliviero Toscani, che presenta un intero numero a fumetti intitolato, non a caso, "Superheroes".

Una lettura molto interessante che mi ha permesso di scoprire alcune storie di "supereroi" reali del nostro pianeta che non conoscevo, persone che hanno voltato le spalle a tutto e hanno, col loro contributo, migliorato il mondo che li circonda. Una lettura, per questo, consigliata.

Ne approfitto, inoltre, per segnalare una minirecensione di un mesetto e mezzo fa, sempre a proposito di supereroi. In questo caso, parliamo di quelli di carta: Marco Arnaudo analizza 80 anni del fenomeno dei supereroi nel suo testo per la tunué Il Fumetto Supereroico. "L'attenzione è rivolta ai significati simbolici, etici e letterari del genere. [...] Arnaudo scava a fondo nei meccanismi dell'epica contemporanea che è il genere supereroico e ne esalta le qualità narrative uniche [...]".Anche in questo caso, un volume consigliato a tutti.

venerdì, aprile 01, 2011

mercoledì, marzo 30, 2011

Amici miei - come tutto ebbe inizio: un flop annunciato

Premessa: non ho visto Amici Miei - come tutto ebbe inizio, addirittura ho letto anche critiche semi-positive. Detto questo, trovo interessante approfondire un aspetto del film diverso dal "solito" discorso circa il boicottaggio per la profanazione dei vecchi "Amici miei".

Da quello che leggo, il film ha incassato finora 3.010.000 € in totale mentre, nello stesso periodo, Nessuno mi può giudicare (con Paola Cortellesi e Raul Bova) ne ha incassati 5.321.764 €.

Considerando che Amici Miei - come tutto ebbe inizio è stato un "colossal" dal punto di vista produttivo (ieri quest'aspetto è stato ribadito più volte a "Porta a Porta" in una puntata con tutti gli attori del film) si può parlare di flop colossale: in rete leggo che la pellicola è costata 15 milioni di euro, in pratica dovrebbe incassarne altri 12 solo per pareggiare i costi di produzione!
Tra l'altro, 400.000 € sono stati elargiti dallo Stato perché il film ha ottenuto il ‘riconoscimento di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività culturali’. Leggo, sempre da un articolo, che i due "Oscar" Il Discorso del Re ed il Cigno Nero sono costati rispettivamente 15 e 13 milioni.

Dallo stesso articolo, riporto:

"Tralasciando l’homevideo, la pay tv e i diritti per i passaggi in chiaro, per iniziare a fare cassa con il solo botteghino la pellicola dovrà avvicinarsi ai 30 milioni di euro, visto che circa metà degli incassi rimangono ovviamente nelle tasche degli esercenti."

Ieri, ho visto un po' della puntata di Porta a Porta in cui anche i critici sostenevano la bontà del film e, ovviamente, si è parlato delle polemiche e del temibile confronto (c'era anche il figlio di Tognazzi) ma "purtroppo" non c'era nessuno a sostenere le tesi avverse. Insomma, davvero un mega-spottone su quanto sia bello il film, sull'epicità della ricostruzione e sul costo elevato della produzione per tentare di porre rimedio all'emorragia di spettatori.
Sinceramente, visto che il periodo non è quello natalizio, in cui le persone dimostrano di gradire più che bene questo tipo di cinema, e che di per sé era rischioso - se non controproducente - proporre un nuovo capitolo (un prequel in questo caso) di una saga cinematografica così apprezzata, spendere 15 milioni di euro significa accaparrarsi di diritto il titolo di flop dell'anno.

In ogni caso, il film non toglie nulla a gemme come queste:

martedì, dicembre 14, 2010

Berlusconi salvo per 3 voti

Perché aggiungere un commento quando questo video dice già tutto?


sabato, dicembre 11, 2010

Il trailer di Thor

A differenza di quello di Green Lantern, il trailer di Thor sembra davvero il trailer di un film. Davvero ottimo! E poi, Thor è un personaggio che adoro. Non che lo aspetti con ansia, ma mi auguro davvero che sia un buon film.


Maggiori info, qui.

domenica, novembre 21, 2010

La settimana dell'infanzia su Facebook - Bonkers

Su Facebook, è partita un'iniziativa che coinvolge i profili dei milioni di utenti iscritti al social network più famoso del mondo. L'idea è quella di celebrare la settimana dell'infanzia mettendo nel profilo un'immagine di un cartone che ci riporti con la mente indietro nel tempo.
Ho deciso di partecipare a questa iniziativa segnalando un personaggio dell'animazione caduto nel dimenticatoio  ma che da piccolo adoravo alla follia: Bonkers.

Indubbiamente, avrei potuto mettere (oltre ai classici, ho valutato solo le serie TV) personaggi ben più significativi: le Tartarughe Ninja, Holly & Benjy o, rimanendo nell'ambito Disney, i Gummi, Ecco Pippo, Cip & Ciop, Darwing Duck, Ducktales... erano troppi, insomma! Meglio Bonkers allora, che ho amato e (a differenza degli altri) non mai più rivisto, ed è perfetto come "ricordo puro".

Questa show (della scuderia dei Disney Afternoon) ha avuto una storia molto travagliata: nata come serie animata di Roger Rabbit, deviata in corso d'opera, vennero realizzati per prima degli episodi in cui il personaggio presentava macchie più chiare e aveva un partner donna. Successivamente, venne realizzata un'altra serie ben più corposa in cui il personaggio è nella sua forma definitiva, con macchie nere e vestito da poliziotto, con partner uomo (versione modificata di quello che all'inizio doveva essere Bob Hoskins) e che venne poi trasmessa per prima. Successivamente, ricordo, ci fu un episodio di "raccordo" fra le due versioni in cui, poi, il personaggio diventava collega della donna. Questa serie, però, almeno nei ricordi annebbiati del tempo, era inferiore all'altra.

Il primo episodio trasmesso era diviso in due parti e si indagava sulla scomparsa di Topolino... Topolino che alla fine non apparve mai, si intravede del personaggio solo l'ombra e se ne sentiva la voce...
In Italia venne trasmesso per la prima volta da Canale 5 nel 1993 nel programma "A Tutto Disney", durante il breve periodo in cui l'emittente strappò i diritti Disney alla Rai. Lo stesso periodo in cui andava in onda Ecco Pippo.
Bonkers verrà replicato anche dalla Rai ma è praticamente una meteora televisiva, almeno in chiaro (è stato trasmesso anche dal satellitare Toon Disney). Per questo ho ben accettato l'assist di Facebook per ricordarlo.

Di seguito, l'intro della versione italiana:



giovedì, novembre 18, 2010

Romania-Italia: lettera aperta a Cesare Prandelli

Caro Cesare Prandelli,
le amichevoli sono utili a provare nuovi assetti tattici alla squadra, provare nuovi giocatori, etc...
Tutto, però, deve essere fatto con logica. Si vuole provare un nuovo attacco, un nuovo giocatore, un nuovo modulo? Vedere come possono rispondere nuovi innesti? Bene, il tutto deve essere fatto creando una formazione che più si avvicini alla tua idea ed inserire le novità. Se invece, proponi una formazione con 9/10 elementi nuovi, come riesci a capire se i nuovi innesti potranno essere utili alla squadra se quest'ultima sarà totalmente differente?
È normale che, oltre ad essere tutto inutile, fai pure brutta figura contro una nazionale che è davvero, ma davvero, modesta (per non dire scarsa, visti i risultati).

Al momento, faccio fatica a vedere un futuro per questa nazionale ma almeno, tu, hai le idee chiare?

mercoledì, novembre 10, 2010

Vieni via con me, un breve commento

Maledetta mancanza di tempo, come posso descrivere in poche parole e in ritardo dei "Vieni via con me", programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, andato in onda lunedì sera?

7 milioni e 600 mila telespettatori, record per la rete, hanno preferito trascorrere la serata in compagnia della criticatissima trasmissione televisiva che ha battuto di gran lunga la concorrenza del Grande Fratello. Una soddisfazione, indubbiamente, a significare quasi che la cultura e la voglia di libertà possa ancora farcela contro la berlusconiana cultura dominante. 

La trasmissione, piacevolissima e stimolante, ha regalato una serata di buonissima televisione e di libertà d'espressione.
Però, piccoli difetti a parte (Fazio che dovrebbe prendere maggiormente le redini in mano visto che Saviano è ottimo nei monologhi ma meno quando è a contatto con gli ospiti visto che non ha la "grinta" del conduttore) in realtà tutto è andato come previsto, nel senso che in fondo era tutto scontato.

I monologhi interessanti, l'espressione "macchina del fango" rimarrà a lungo, Benigni graffiante come al solito, la canzone dedicata a Silvio e la dedica finale a Saviano sono momenti di televisione davvero grandiosi, ma in realtà il tutto era davvero entro la norma (almeno in uno stato "normale"). La trasmissione, in fondo, è molto stile Fazio e sono poche le novità interessanti (fra cui quella degli elenchi, davvero diretti ed efficaci.) Alla fine si è fatta parecchia retorica e quasi si ha l'impressione che tutto questo sia solo la base di una TV davvero libera. Però, la retorica, al giorno d'oggi, serve tantissimo. Dopo una caduta non puoi correre se non ricominci prima a camminare, dunque tutto questo è davvero positivo. Ribadire, in questo momento storico, i concetti espressi durante la trasmissione è importantissimo in un'Italia imbambolata dal Grande Fratello.

Insomma, bene ma speriamo in un crescendo.

lunedì, novembre 08, 2010

Tex senza limiti: il successo degli allegati da edicola

Appena pochi giorni fa, in occasione del numero 600, vi avevo parlato di Tex. Oggi, mi tocca parlare nuovamente del ranger di casa Bonelli per segnalarvi una news molto interessante che ho scritto per Comicus.

In breve, Sergio Bonelli annuncia che la ristampa a colori di Tex per "Repubblica" e "L'Espresso" proseguirà per altri 36 volumi oltre ai 200 annunciati a inizio anno. Bonelli, che aveva annunciato che il numero 200 sarebbe stato l'ultimo di questa lunga collana, torna sui suoi passi per accontentare le richieste dei lettori considerando il successo dell'iniziativa.

Insomma, salvo ulteriori prolungamenti, in tutto sono 236 uscite! Più di 4 anni di pubblicazione ininterrotta. Il tutto partendo dai 50 volumi previsti ad inizio progetto. Ora, potrei anche sbagliarmi, ma non ricordo nessun allegato da edicola, cd, DVD, libri etc, che abbia avuto un successo così clamoroso.

Questo, oltre a sottolineare quanto Tex sia un personaggio evergreen, dimostra quanto (nonostante la famigerata crisi) i fumetti vendano in edicola. Oltre a Tex è iniziata da poco una collana a colori dedicata a Diabolik, Supereroi - Le Grandi Saghe continua imperterrita ed è giunta all'ottantacinquesima uscita e varie iniziative continuano la loro corsa editoriale superando di gran lunga le previsioni iniziali. E qui voglio ricordare anche il caso recente di Batman con Panorama.

Che il fenomeno degli allegati fosse clamoroso, ce n'eravamo ormai accorti da tempo. Si parlava di crisi, ma gli eroi delle nuvole parlanti, si sa, hanno sempre la meglio su tutto e ormai non c'è editore che non abbia compreso la portata del fenomeno e che non abbia inaugurato o ampliato il suo reparto fumetti.

sabato, novembre 06, 2010

Recensioni: Sandokan e Beppe & Co.

Segnalo due mie recensioni apparse qualche settimana fa su Comicus.

La prima è la riduzione è fumetti del Sandokan di Hugo Pratt (su testi di Mino Milani). L'edizione è quella della collana, edita da Rizzoli-Lizard, allegata al "Corriere della Sera" che, in precedenza, aveva proposto in formato pocket tutte le avventure di Corto Maltese. Ora la serie prosegue proponendo altri volumi di Pratt fra cui Gli Scorpioni del deserto, Un uomo un avventura e molti altri ancora.

Sandokan
, proposto in un elegante cofanetto cartonato, ha inaugurato questa prosecuzione della serie. Questa avventura ha una storia alle spalle molto particolare che illustro nel dettaglio nell'articolo di cui,  di seguito, vi riporto un breve pezzo:
"La caratterizzazione grafica del protagonista, così lontana dall'iconografia comune e così vicina a quella dell'autore veneziano, impreziosisce la sceneggiatura dosata di Milani, ritmata e leggera al punto giusto, capace di trascinare il giovane lettore, a cui era indirizzata, e quello più smaliziato e grandicello, magari avido lettore delle opere di Salgari."

La seconda recensione è invece una mini e tratta del volume edito da Nicola Pesce Editore Beppe & Co, raccolta di tavole del periodo 1974-75 del mai dimenticato Benito Jacovitti.

"Un Jacovitti nel pieno della sua maturità, quindi, e libero di far sfogo a tutta la sua verve lontano dai vincoli del fumetto per ragazzi."
Un ottimo volume, caldamente consigliato, elegante nella confezione della NPE.

venerdì, novembre 05, 2010

Liverpool-Napoli, cronaca di una sconfitta

Stadio di Anfield, Liverpool-Napoli. Partita valevole per la fase a gironi di Europa League. Il Napoli sta giocando la partita della vita. Vince 0-1 grazie ad un bel gol di Lavezzi su apertura illuminante di Cavani.
Tutto è perfetto,
forse troppo, ogni passaggio è  come l'ingranaggio di un orologio svizzero. 

Improvvisamente, a metà del secondo tempo, Dossena (autore fin lì di una bella partita) dimentica, forse per un colpo alla testa, di giocare nel Napoli e ricorda i suoi trascorsi al Liverpool. Così, fa un assist perfetto per Gerrard.  1-1.
Effettivamente il Liverpool stava soffrendo, meritava un aiutino. Diamogli anche un rigore. Ci pensa Aronica. Gerrard dal dischetto non sbaglia. 2-1.
Poi Dossena ben pensa che serva il gol della sicurezza. Nuova azione illuminante, 3-1, sempre Gerrard. Subito arrivano i 2 minuti di recupero, troppo pochi per concedere ancora qualcosa agli avversari.

Situazione di classifica:
Liverpool 8
Steaua Bucarest 5
Napoli 3
Fc Utrecht 3

Ps. Mazzarri, quando vedi giocatori stanchi in campo, cambiali. 
Pss. È un dato di fatto che quando Piccinini commenta le partite del Napoli, la squadra perda.
Psss. Grazie, Pocho!

giovedì, novembre 04, 2010

Tex 600

In giro, una battuta vuole che ogni giorno un lettore di Tex muoia e, quando anche l'ultimo sarà morto, non rimarrà più nessuno a leggerlo.
Il senso della battuta è chiaro: per i detrattori Tex è una testata con poco ricambio generazionale, molto amata dagli ultra-quarantenni e poco dai giovani. Ovviamente, si fa riferimento anche alla testata in sé giudicata troppo classica da chi generalmente non la segue.
Ovviamente, il tutto fa parte di un pregiudizio (che su alcuni punti è anche veritiero) sul vecchio "Aquila della Notte". 
Il pregiudizio maggiore è proprio nel considerare Tex un personaggio alla frutta, cosa errata. 

Personalmente ho iniziato a seguire con una certa regolarità il personaggio da qualche annetto. Con l'addio di Claudio Nizzi, sulla testata attualmente abbiamo sceneggiatori del calibro di Mauro Boselli, Tito Faraci e Gianfranco Manfredi. Seppur con caratteristiche molto differenti, dovute al loro modo di scrivere, il lavoro di questi autori sulla serie è eccellente rendendo, a sorpresa per chi ben si guarda dal leggerne le gesta, Tex una delle migliori, se non la migliore in assoluto, testata a fumetti in Italia. Tralasciando anche che è la serie a fumetti più venduta in assoluto con le sue 300.000 copie al mese per il solo inedito. Una cifra da capogiro che non tiene conto delle numerose ristampe (e dell'incredibile successo della collana a colori allegata a Repubblica e L'Espresso).
E non cito i numerosi disegnatori che ci lavorano, il top della casa editrice milanese.

Boselli, fra gli sceneggiatori, è il veterano e l'autore principale. Le sue storie, anche se un po' verbose, sono sempre curatissime, ben congegnate e appassionanti.
Certo, "I Demoni del Nord", titolo della storia dell'albo numero 600, non è altro che normale amministrazione. Un numero poco celebrativo se non nel colore delle belle tavole di Giovanni Ticci.
Però quel 600 che campeggia sullo sfondo bianco della copertina di Claudio Villa è monumentale e tanto basta.
E se Tex ha o meno un ricambio generazionale, sarà il tempo a dirlo. E finora ha dato ragione al ranger.

Fra due giorni esce "I giustizieri di Vegas" scritto sempre da Boselli e disegnato da uno dei miei disegnatori preferiti: Corrado Mastantuono. Solo questo ne obbliga l'acquisto. Nel frattempo, potete rileggervi questa intervista che ho realizzato a Mauro Boselli un annetto e mezzo fa circa.

mercoledì, novembre 03, 2010

Il Paese va a puttane, non c'è più poesia

Ormai la poesia è scomparsa del tutto dalla nostra classe politica, sostituita dalla sfacciata consuetudine di prendere alla lettera ogni cosa.

Tempo fa, l'espressione "mandare a puttane il Paese" aveva quella carica figurativa così efficace da essere degna dei grandi poeti. Un po' come "menare il can per l'aia", è puramente figurativo, non avviene per davvero.
Ma nell'epoca dello spiattellamento totale, del "nudo e crudo", si prende tutto alla lettera, la poesia è lasciata ai pochi cultori della cultura (con tanto di pasticcio cacofonico). E così, il Paese va a puttane, per davvero.

E sempre in questo senso, ormai tacciata questa direzione, il popolo italiano è vittima di una sodomizzazione di massa. Non è bastato il falso in bilancio, le leggi ad personam, i conflitti di interessi, la questione morale, i tagli fatti, le bestemmie (c'è chi è stato cacciato dai reality televisivi per quelle), le inaccettabili dichiarazioni sulle donne e sui gay. No, nulla scandalizza e sgomenta il nostro popolo.  La tattica, ormai, è quella di dire tutto ad alta voce, trasformando l'immorale, l'illegale, l'errore, in virtù.
E così, ci ritroviamo ad essere tutti vittima del Bunga Bunga. E non è una metafora.

martedì, novembre 02, 2010

Tintin: prime immagini (e qualche perplessità)

Oggi, in una news su Comicus, sono state mostrate le prime immagini dell'adattamento cinematografico  "The Adventures of Tintin: The secret of the Unicorn" dedicato al celebre personaggio di Hergè.

Il film, prodotto da Peter Jackson e diretto da Steven Spielberg, si preannuncia come una delle pellicole più interessanti legate al mondo del fumetto, considerando il personaggio e i nomi sopracitati.
Le prime immagini, mostrano che il lavoro fatto è davvero eccellente, e con una produzione così importante non poteva essere altrimenti. Ma qualcosa non mi convince del tutto.

Ad esempio, la scelta del motion capture che qui davvero non comprendo. Ma anche, andando oltre, lo stile così volto verso il realismo, con annessa "umanizzazione" dei personaggi, lontano dallo spirito grafico della linea chiara, di cui Hergè è stato il maestro assoluto. Meglio, allora, un film con attori in carne ed ossa.
Il risultato finale, come dicevo sopra, mi piace, davvero, e lo avrei adorato senza riserve per ogni altro film ma qui mi sembra che si siano allontanati molto dalla stile del nostro Tintin.
Spero che nuove immagini (e magari un trailer) possono smentire queste mie prime impressioni.

Inutile dire che questa considerazione non cambia di una virgola la mia voglia di vedere questa pellicola, da me attesissima.

Le due versioni a confronto.

martedì, settembre 14, 2010

Tutti a scuola, offre la Lega!

Ormai, ad un passettino alla volta, l'Italia sta diventando sempre più una democrazia anomala, per non usare termini ben più pesanti. Leggendo questa notizia, ovvero la nascita di una scuola pubblica padana, mi sono chiesto: 1) come sia stato possibile arrivare a tanto; 2) in quale altra democrazia possa verificarsi una cosa del genere.

Per la prima domanda bisogna considerare che ad Adro (BS) sicuramente c'è una forte maggioranza leghista, ma chi leghista non è? Come è possibile che non si siano ribellati? E ancora, anche per i leghisti, è normale che una scuola abbia una così forte identificazione politica? Io mi ribellerei con tutte le forze se il partito per cui voto prendesse il controllo di una scuola pubblica. Purtroppo, la faccenda è quasi vista come una curiosità, come un fatto anche normale.
Perché non spingerci oltre, allora? Domani, sarà considerato normale impartire insegnamenti razzisti e anticostituzionali con il grembiulino ed il fiocchetto verde.  Tanto si sà, rispondendo così anche alla seconda domanda, questo può accadere solo in Italia, nella nostra ex-democrazia libera.

venerdì, settembre 10, 2010

Spider-Man: Dimensions

È uscito oggi. Non vedo l'ora di giocarci! :D Ricordo ancora con piacere il bellissimo Spider-Man per PS1, speriamo sia all'altezza delle premesse.


giovedì, settembre 09, 2010

Recensioni: Don Chisciotte e Batman & Robin

Se da un lato gli aggiornamenti del blog sono stati pari allo zero in questi mesi, colgo l'occasione di segnalare un paio di mie recensioni apparse su Comicus con la promessa di rifarmi presto.

La prima riguarda lo splendido volume del Don Chisciotte di Lino Landolfi edito da Nicola Pesce Editore (che si sta distinguendo per una serie di ottime pubblicazioni). Un recupero d'annata e la giusta occasione per rispolverare un grande autore caduto nel dimenticatoio.
Auto-citandomi:
"L’approccio di Landolfi al capolavoro di Miguel de Cervantes Saavedra è analitico ed il progetto ambizioso, lo si evince dalla gran cura posta nello studio dei personaggi, nel presentare una trama episodica, ma centellinata, che cresce tavola dopo tavola. Un’attenzione rara nel conferire personalità e calore al “cavaliere dalla triste figura” e al suo fido scudiero Sancho Panza, riuscendo nell’intento di essere tanto fedele all’opera quanto originale nella messa in scena.".
Invitandovi alla lettura della recensione completa, suggerisco il volume a coloro che amano le opere d'autore.

Una lettura decisamente più leggera è invece quella del Batman & Robin di Grant Morrison. Nonostante il mio disinnamoramento per il mondo degli eroi in calzamaglia, che mi ha portato a seguire giusto un paio di testate mensili più qualche rara eccezione, e nonostante  il personaggio di Batman non mi abbia mai catturato più di tanto, la penna dello scrittore scozzese è una manna per il genere. Storie frizzanti e intelligenti rendono piacevoli la lettura di questa serie ospitata nel mensile Batman edito da Planeta. A supporto, le splendide tavole di Frank Quitely e Philiph Tan.

E, a proposito di Morrison, a Lucca uscirà un volume dal titolo Grant Morrison: All Star. Conoscendo molto bene il trio di autori, Agozzino-Peruzzi-Solinas, e l'editore, Double Shot, non posso che consigliarlo preventivamente.

giovedì, giugno 03, 2010

Italia-Messico 1-2, chi MAL inizia...

Come commentare la pessima prestazione azzurra nella prima delle due amichevole pre-Mondiale contro il Messico? Diciamo pure, senza mezzi termini. Pesantezza nella gambe o no, l'Italia è stata scandalosa in questa partita. Bonucci non è ancora pronto per il mondiale, meno male che l'onnipresente Cannavaro ha messo una pezza come poteva anche per lui. Pollice verso anche per Di Natale. Pepe mi è piaciuto e Maggio ha fatto meglio di Zambrotta e Iaquinta è stato il migliore fra gli attaccanti. Il resto, centrocampo inesistente e Gilardino e Pazzini senza voto, poverini non hanno avuto una palla giocabile...

Certo, il Messico ha giocato più partite di noi e tutte le giustificazioni possibili, però ci ha messo proprio in difficoltà... Speriamo che con la Svizzera sabato sia tutta un'altra storia...

domenica, maggio 23, 2010

Lost, the end is near...

Mancano poche ore alla messa in onda dell'ultima puntata di Lost, trasmessa in contemporanea anche in Italia. In qualunque modo finisca, è stata un'esperienza per me unica. Mi mancherà davvero tanto questo grandissimo telefilm, seguire le avventure dei protagonisti, cercare di capire i  vari misteri e così via... Per questo, agli autori, agli attori e a tutti coloro che hanno contribuito al successo di Lost dico... grazie di tutto! :)


venerdì, maggio 14, 2010

Fable III: Boxart

È stata appena rilasciata la boxart ufficiale di Fable III, in uscita a fine 2010. Non vedo l'ora...

martedì, maggio 11, 2010

Cassidy 1, L'ultimo Blues: recensione

L'ottava miniserie della "nuova era" Bonnelli, la seconda ad opera di Pasquale Ruju, si presenta ai lettori con la bella copertina di Alessandro Poli (già all'opera su Demian). Cassidy è un criminale a cui la morte, un cieco blues-man, concede una seconda possibilità e 18 mesi per "sistemare le cose". A quali danni deve riparare il protagonista, lo scopriremo nei prossimi 18 numeri.

Il personaggio duro e tosto, rifacimento a figure televisive e cinematografiche degli anni '70 (a cui la serie si ispira), si allontana dagli eroi e dagli anti-eroi bonelliani e interpreta il suo ruolo di cattivo con una certa naturalezza grazie alle belle tavole di Maurizio Di Vincenzo che danno man forte alla sceneggiatura agile e scorrevole di Ruju.
Forse fin troppo agile e scorrevole ed infatti si nota una decompressione notevole che, considerando la durata della serie, non è un buon segnale.

Pur condito di cliché e un tasso di originalità poco elevato, l'albo si rileva piacevole e c'è la curiosità di proseguire nella lettura. Saranno proprio i prossimi numeri due/tre a stabilire la bontà della miniserie, alzando o abbassando in maniera decisiva l'interesse del lettore verso la nuova proposta Bonelli. Staremo a vedere.

domenica, maggio 09, 2010

Iron Man 2: recensione

Con qualche giorno di ritardo rispetto alla visione, eccomi a parlare nel dettaglio di Iron Man 2.
Piccola premessa: il primo film, diretto sempre da Jon Favreau, all'epoca lo apprezzai molto. L'origine del personaggio era ben narrata, la storia di fondo più che valida, belle sequenze d'azione e un giusta dose di ironia. In più, c'era una forte componente antimilitarista, che non guastava affatto, ed un Robert Downey Jr. perfettamente calato nel personaggio. Insomma, un film di supereroi sopra la media del genere.

Iron Man 2, invece, pur essendo un buon film d'azione, spettacolare e nerdisticamente appagante (per quanto poco sia interessato all'aspetto puramente nerdistico) presenta pecche tali da renderlo inferiore al primo.

La trama, di cui vi risparmio i dettagli, si può ridurre a quanto segue: scontro fra robottoni, Tony che perde il controllo di se stesso, Tony che riesce a ristabilirsi, War Machine, Tony che salva il mondo, Tony che intensifica i rapporti con lo S.H.I.E.L.D. (organizzazione militare segreta guidata da Nick Fury, interpretato da Samuel L. Jackson, che sta reclutando vari supereroi in un supergruppo).
Nel film sono presenti molti elementi che potrebbero offrire spunti interessanti: Stark dinanzi alla corte suprema a discutere sulle sue responsabilità circa l'armatura (chiara strizzatina d'occhio a Civil War), la sua inadeguatezza al ruolo di difensore della pace, la sua malattia, l'alcoolismo (appena accennato ma che è una caratteristica del personaggio Marvel). Tanti spunti, però, gestiti con superficialità e conditi da tante, troppe, scene atte a vivacizzare la pellicola, rendendo il film scorrevole ma troppo ironico per rendere efficaci i momenti chiave. Molte scene, con un pizzico di drammatizzazione, ne avrebbero guadagnato in efficacia, dando al film quel poco di spessore che sembra mancare del tutto. Anche la scena del bacio con Pepper Potts (Gwyneth Paltrow) è scontata e poco efficace.
A questo, poi, bisogna aggiungere una trama di fondo abbastanza lineare ed un nemico, reso interessante dall'interpretazione di Mickey Rourke, dal background non efficace. La sua storia, ed il suo passato, promettevano risvolti interessanti, ma anche qui nulla di fatto. Infine, la parte centrale della pellicola in cui Tony cerca, anche grazie al padre defunto, di risolve il suo problema di salute è di una lungaggine e inutilità mostruosa.
Veniamo alla questione Vendicatori. La cosa più interessante della pellicola è proprio questo suo esser parte di un disegno più grande che porterà i vari film Marvel a sfociare narrativamente nel film dei Vendicatori in uscita nel 2012. Un'operazione unica nel mondo del cinema, che magari approfondirò in futuro. Quello che è certo è che se questo arricchisce il film nel quadro generale, nello specifico non ha lo stesso effetto. Sì d'accordo, Scarlett Johansson nei panni della Vedova Nera è un gran bel vedere, ma la (sotto)trama S.H.I.E.L.D. non è esaltante, sopratutto per chi non è interessato a vedere gli altri film Marvel, e aggiunge poco al film in consistenza. Di certo si fa apprezzare per il valore nerdistico e,  appunto, in ottica film Vendicatori.

A conti fatti, Iron Man 2 sembra più che altro un film fatto per ingannare l'attesa dell'uscita della pellicola sui Vendicatori. Il titolo potrebbe essere, infatti "Stanno arrivando i Vendicatori, nel frattempo vedetevi questo". Si ha l'impressione che la parte portante del film sia proprio la presenza dello S.H.I.E.L.D. La pellicola, infatti, non aggiunge nulla al primo film e al personaggio in generale.

In conclusione, Iron Man 2 è un buon film d'azione, con scene spettacolari e realistiche, ma senza troppe pretese. Gli attori fanno un bel lavoro e la regia è attenta, forse troppo, a non far annoiare lo spettatore. Purtroppo, il film scivola via troppo facilmente, sarebbero bastati pochi accorgimenti, introdurre più introspezione ed un pizzico di drammaticità in più, per portare la pellicola allo stesso livello del primo film.

Ps. Qualcuno mi spiega come è possibile che un'attrezzatura all'avanguardia oltre ogni immaginazione come quella che ha Stark, non riesce a rintracciare una telefonata all'istante?

giovedì, maggio 06, 2010

Inter-Roma: quando il gioco si fa duro...

Non posso evitare di parlare nuovamente di calcio dopo il post di qualche giorno fa. Ieri sera si è disputata la finale di Coppa Italia fra Roma e Inter. Una sfida che sembra essere stata messa lì apposta, come in una sceneggiatura in cui tutti gli elementi si incastrano a perfezione. La Roma e L'Inter, le due candidate per lo scudetto (che, salvo clamorosi colpi di scena, dovrebbe andare all'Inter) che hanno dato vita, nell'ultimo periodo, ad una bella lotta al vertice dopo mesi di assoluto dominio interista. Una sfida che arriva dopo le polemiche che ha suscitato Lazio-Inter, e così via.

La sfida di ieri è stata si è dimostrata un brutto spettacolo, sopratutto per l'interpretazione maschia e cattiva che la Roma ha voluto dare e che ha costretto Rizzoli a fare gli straordinari. Ci ha pensato Francesco Totti a mettere la ciliegina sulla torta con il calcione dato a Mario Balotelli (continuo "bersaglio" del pubblico). Al di là delle dichiarazione di Totti di stamane, che accusava Balotelli di averlo più volte provocato verbalmente, un personaggio come lui non può permettersi simili gesti in una finale davanti a milioni di spettatori. Mi ricorda un po' l'eclatante testata di Zidane a Materazzi. Ora, sarebbe il caso che Rossella Sensi si rimangiasse le recenti  dichiarazioni fatte sul suo capitano, quelle in cui lo definiva un "esempio positivo". Se nel precedente post, dunque, parlavo del tifo violento, non posso non parlare ora della violenza che si vede in campo. Gesti come quello di Totti, come il precedente pollice verso rivolto ai tifosi laziali dallo stesso calciatore durante il derby, non fanno altro che fomentare questo odio fra tifoserie. Ed infatti, anche ieri ci sono stati feriti dopo la partita.
C'è da dire, a onere di cronaca, che anche altri calciatori (sia romanisti che interisti) hanno contribuito a rendere nervoso il clima di questa partita. Voglio spendere, per la Roma, un'unica nota positiva per Daniele De Rossi, che ha dimostrato grande fair-play durante e dopo la partita.

Riguardo la gara, la vittoria dell'Inter è giusta e meritata. La Roma ha avuto varie occasioni che avrebbero potuto riportarla in gara, occasioni ben più ghiotte della stessa azione di Diego Milito, che è tutta da attribuire alla sua classe. Il nervosismo dei romanisti, però, non gli ha concesso di rientrare in gioco e l'Inter non ha dovuto far altro che amministrare con la dovuta classe il risultato fino alla fine.

Alla fine, l'Inter torna a casa dalla settimana romana con il primo posto in tasca ed una coppa. Niente male, direi.
© Foto: Ansa

lunedì, maggio 03, 2010

Lazio-Inter: le anomalie scendono in campo

Probabilmente Lazio-Inter del 2/10/2010 verrà ricordata come una delle più grosse anomalie del calcio italiano.

In breve: la Lazio è una squadra che lotta per la salvezza, l'Inter per lo scudetto. L'inter, battendo la Lazio, ha la possibilità di confermare il primo posto in classifica. E fin qui, tutto regolare se non fosse che l'altra candidata per il titolo è la Roma che, nel caso di vittoria della Lazio, si ritrova prima in classifica a due giornate dalla fine del campionato. Roma e Lazio sono rivali storiche e fra di loro c'è una fortissima rivalità, basti pensare a quanto successo in precedenza al derby. Ora, l'anomalia grossa è dovuta dall'atteggiamento dei tifosi laziali che, pur di non favorire la rivale società cittadina, tifano contro la loro stessa squadra, chiedendo ai proprio giocatori ed alla società un "sacrificio necessario". Insomma, fischi ed urla contro i giocatori laziali che osavano tirare in porta e grande esultanza ai gol subiti.
E qui ci si domanda cosa significa "tifare", che tipo di considerazione si ha dello sport. Finora abbiamo assistito a tifosi criticare la squadra in modo deciso tifando anche contro in segno di protesta, ma una situazione del genere mai e poi mai si era vista. Che il sentimento d'odio sia maggiore è palese.

Ma c'è un'ulteriore anomalia. La Lazio ha giocato quando tutte le altre partite erano terminate, in particolare Atalanta-Bologna finita 1-1. Perché è importante questa partita? Perché l'Atalanta, come la Lazio, lotta per non retrocedere e pareggiando col Bologna si è praticamente auto-condannata alla B. Il tutto a favore della Lazio.
La Lazio, quindi, ha giocato questa gara con svogliatezza e poca determinazione. Quanto questo sia voluto o meno non è possibile stabilirlo di certo, se il risultato dell'Atalanta fosse stato diverso, avrebbe affrontato la gara in altro modo. E qui c'è l'anomalia. Come mai le partite non si sono giocate in contemporanea? Certo, per i diritti televisivi, ma sfide che determinano questi equilibri (sia per la lotta allo scudetto che per la permanenza in A) non possono disputarsi a distanza di ore. Che poi l'Inter era in ogni caso favorita, su questo non ci piove. Ma sarebbe stata tutta un'altra partita.

Sulle polemiche del dopo-partita, bisogna dire che non si può di certo accusare l'Inter, bisogna però valutare la prestazione della Lazio e riflettere sulla contemporaneità delle partite, sopratutto nelle fasi finali. Non si può prendere in considerazione tale discorso solo per le ultime due giornate. A quanto già detto si deve aggiungere una seria riflessione sul tifo in Italia che, fra episodi violenti ed atteggiamenti del genere, di certo non fa onore al calcio.

© Foto: Ansa

sabato, maggio 01, 2010

Napoli Comicon 2010

Scrivo queste righe mentre la XII edizione del Comicon di Napoli è ancora in corso. Un'edizione che segna una svolta, considerando che oltre a Castel Sant'Elmo, che ospita la parte "classica" del Comicon, si aggiunge come location la Mostra D'Oltremare a Fuorigrotta che ospita videogame e cosplayer o, per meglio dire, il GameCon.

Purtroppo sono riuscito a fare una capatina solo il primo giorno a Castel Sant'Elmo. La fiera è, come sempre, bella e interessante, la cornice del castello è suggestiva come al solito e le mostre e gli incontri stimolanti.
Fra un "Nero" (tema di quest'anno) e l'altro, il piacere di incontrare tanti amici ed appassionati di fumetti.

E, a proposito di fumetti, fra le tante novità in uscita ne approfitto per segnalare qualche volume fra quelli che ho preso e che sono più curioso di leggere.

Ravioli Uestèrn 2 di Pierz (NPE)
Secondo volume delle divertenti avventure disegnate da Pierz, disponibile anche nell'edizione "Comicus Ediscion" limitata a 100 copie. Ho letto il volume mentre tornavo a casa e, come il primo, lo rileggerò almeno altre 4-5 volte in attesa del terzo.

Bleu di Lewis Trondheim (Prospettiva Globale Edizioni)
Storia di un'ameba blu nel brodo primordiale blu. Una prova d'autore coraggiosa e sperimentale che va al di là di ogni limite in campo fumettistico. Di sicuro approfondirò l'argomento, ma vale la pena di prenderlo per il coraggio di autore ed editore e perché, ovviamente, è un oggettino che gli intenditori di fumetto non possono lasciarsi scappare.

Napoli, sguardi d'autore di Alfred, Anne Simon, Bastien Vivès, Mathieu Sapin (Tunué)
Uno sguardo originale ed inedito di quattro autori francesi su Napoli. Un volume che, ne sono convinto, non mi deluderà affatto considerando i nomi coinvolti.

Il Canemucco # 1 di Makkox e A.A.V.V. (Coniglio editore)
Una scelta molto coraggiosa da parte di Coniglio Editore, un mensile da edicola decisamente atipico. Confido nella bravura di Makkox, sono molto incuriosito da questa nuova testata.

giovedì, aprile 29, 2010

Intervista Mono: Sergio Badino e Daniele Bonomo

Una rinfrescatina al blog ed un nuovo post! Riprendo questo spazio con la volontà di aggiornarlo con costanza e subito ne approfitto per segnalare una mia intervista, apparsa proprio oggi su Comicus, a Sergio Badino e Daniele Bonomo. Il duo dirige la bella testata Tunué "Mono" e domani a Napoli uscirà l'ottavo numero dedicato ai Piccoli. Numero che sono curiosissimo di leggere.

Mono è una rivista, già diretta dall'amico Marco Rizzo e da Sergio Algozzino, che presenta mono-tavole di autori famosi ed emergenti. Un esperimento davvero interessante e, finora, riuscito.

L'intervista la trovate qui, buona lettura!

mercoledì, febbraio 17, 2010

Sanremo 2010: impressioni dopo la prima serata

Visto che ieri sera ero a casa, e avevo anche un po' di mal di testa, ho preferito lasciar perdere tutto  il resto e vedere la sessantesima edizione di Sanremo. Così, ho gettato un paio di appunti sulla serata.

- La conduzione e l'edizione mi sono sembrate sobrie, non brillantissime (la Clerici un pochino fredda) ma neanche pessime e molto meglio di alcune "pesantezze" passate. Lo show è stato veloce e senza intoppi.

- Le canzoni. Per me davvero valide quelle di Enrico Ruggeri, Malika Ayane e Simone Cristicchi (anche se meno brillante del solito).
La canzone di Irene Grandi (targata Baustelle) la devo risentire. M'è sembrata più che buona quella di Noemi e valida quella di Marco Mengoni.
Orecchiabili (ma nulla più) quelle di Arisa e Fabrizio Moro.
Dispiace per Nino D’Angelo e Maria Nazionale (eliminati) ma la loro canzone non era il top per la loro produzione, anche se molto meglio di almeno altre 10 che hanno partecipato a Saneremo.
Né caldo e né freddo mi ha fatto la canzone di Nomadi e Irene Fornaciari, forse troppo anonima, ma magari risentendola cambio idea. Il resto è spazzatura.
Povia forse meno peggio del solito, ma proprio non lo digerisco. La sua voglia di fa rmorale ai poveri italiani è penosa. Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici scandalosi. Non riesco a capire come possa un direttore artistico far passare una cosa del genere se non per far nascere polemiche. Un testo che vuole riscattare il principino? Mah, ha ragione Costanzo a dichiarare che non è una canzone. Davvero ridicoli, un momento trash da antologia.
Per i Sonohra, canzoncina caruccia ma non è proprio il mio genere. Toto Cutugno e Valerio Scanu lasciano il tempo che trovano.
Insomma, bilancio piuttosto positivo, 2-3 guizzi, qualche canzone buona, una sfilza di canzoncine almeno orecchiabili e 3-4 cose immonde.

- Eliminati Cutugno, Pupo col principe e Nino D'Angelo. Inevitabili i primi due, un po' meno l'ultimo. Spero in un ripescaggio, ma la sua canzone è abbastanza sottotono, come scrivevo già in precedenza. Se usciva Povia ero davvero soddisfatto.

- Scenografia di Gaetano Castelli davvero bella!

- Ospiti, non ho visto tutto l'intervento di Paolo Bonolis Luca Laurenti, ma credo abbiano fatto il loro lavoro, quindi bene. Cassano, mah, simpatico però che pessimo esempio, e poi si squalifica Morgan... La scozzese Susan Boyle ha fatto il suo compitino. Infine, davvero fuori luogo Dita Von Teese. Però, ospiti non entusiasmanti.

Dispiace, poi, per Morgan (che ha dichiarato che, vedendo il festival, meglio non esserci... Sì, come no, poco ci credo..).

Insomma, un Festival che viaggia sulla sufficienza. Magari 2-3 canzoni in più di alta qualità avrebbero fatto bene.

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