lunedì, maggio 02, 2011

Napoli Comicon 2011: riflessioni all'ombra del Vesuvio

Come ogni anno la fusione fra Napoli e fumetto da vita al Comicon, quest'anno per la seconda volta in versione "two is megl che uan". Infatti, oltre alla classica location di Castel Sant'Elmo, i visitatori hanno potuto godere dell'ampio spazio messo a disposizione dalla Mostra D'Oltremare.
Io sono potuto andare solo venerdì, e vi faccio un breve resoconto.

Venerdì mattina, sveglia abbastanza presto, il tempo non è dei migliori tant'è che arrivo alla stazione, perdo il treno, e inizia a piovere. Fortunatamente, giunto a Napoli, il tempo sembra essere migliorato. Arrivo a Castel Sant'Elmo verso mezzogiorno, e per la stampa è prevista una bella borsa "made in prigione" fatte in materiale plastificato con la scritta Comicon. In fiera scopro che la borsa che ho portato da casa,  data qualche edizione fa, grigia e con il logo ben impresso, viene additata da tutti come la migliore, addirittura pare sia molto ricercata su eBay. Mi chiedono se sono intenzionata a venderla: no!

Non faccio in tempo ad entrare nel primo corridoio nel castello che ci rimango bloccato quasi per un'oretta buona. Infatti, fra editori, amici e addetti vari trascorro praticamente il 90% del mio tempo al Castello, il che è la cosa che preferisco fra tutte. Non faccio nomi (per non dimenticare nessuno), ma è davvero un piacere parlare del più e del meno con le tante persone incontrate, peccato che qualcuno non sia riuscito a beccarlo per coincidenze dei giorni.
Una vecchia amica di liceo/università, che lavora come standista, mi fa compagnia anche a pranzo dove scopro che quest'anno la zona ristorazione del Comicon è decisamente ben attrezzata. Anche i bagni sono nuovi, finalmente!

Visito le mostre, faccio un ulteriore giro e faccio qualche acquisto (con qualche omaggio):
dalla Tunuè due volumoni che attendevo: Maledetti Fumetti e Topolino e il fumetto Disney Italiano. Ravioli Uestern 3 della Nicola Pesce, Don Camillo della Renoir, Il grande viaggio di Lewis & Clark della Bao sono alcuni dei titoli acquistati prima che la capienza delle borse mi fermasse da acquistare altro.

Ormai è pomeriggio inoltrato, il Castello non ha una grande affluenza, anzi è quasi vuoto. Penso sia colpa del venerdì. Decido, così, di fare un salto alla Mostra d'Oltremare, che l'anno scorso non sono riuscito a visitare.
40/45 minuti dopo arrivo all'altra location che bazzico sempre in estate per i concerti che ospita.
Entro e noto una moltitudine di gente incredibile. Cosplayer, bambini che molestano la standiste dalla Nintendo in minigonna e tacchi alti, stand a morire. Quasi incredulo mi incammino fra la folla che si diverte a giocare coi videogame, a visitare gli stand, a fare acquisti. Fuori, sui prati della Mostra, ragazzi e ragazze sdraiati che si divertono.
Insomma, un'atmosfera ben diversa da quella del Castello.

Così, torno a casa pensando a quanto potesse resistere questa suddivisione fra Castello e Mostra.

Leggendo i primi commenti, pare proprio che il prossimo anno ci sarà uno spostamento totale degli stand alla Mostra con solo le mostre (scusate il gioco di parole) al Castello. Ovviamente, gli editori e gli standisti del Castello quest'anno non sono rimasti soddisfatti e lo spostamento alla Mostra è, da questo punto di vista, la decisione più saggia.
Personalmente, sposterei anche le mostre lì, nonostante si possa perdere del tutto il castello che è stato uno dei tratti distintivi di questa importante manifestazione. Purtroppo, però, si è giunti al punto tale che la scelta è d'obbligo: favorire l'affluenza del pubblico a discapito della bellezza del castello.
È ovvio che per un ragazzo, così come per un padre di famiglia, sia preferibile andare alla Mostra e questa distinzione ha davvero poco senso: i fumetti ed il lato culturale da una parte, il resto altrove.

Quasi c'è una distinzione ideologica: al Castello, nella zona alta di Napoli, il Vomero, la parte culturale, alla Mostra, nella parte più popolare, a Fuorigrotta, di fronte allo stadio San Paolo, la parte per la "massa".
Ovviamente, non è così per gli organizzatori, che hanno fatto sempre un lavoro eccellente, però la distinzione a mio avviso ha poco senso. Innanzitutto, Napoli non è Lucca e Vomero e Fuorigrotta sono praticamente due città distanti ben collegate ma scomode da raggiungere.

Il Castello è magnifico, discutere senza la pressione della folla con gli addetti pure, girare con calma a visitare le mostre idem, ma purtroppo varie esigenze spingono in un'altra direzione.
Dividere spazio culturale e popolare è un errore a mio avviso. Le cose sono collegate fra loro a doppio filo e l'una è di supporto all'altra. Alla Mostra solo un padiglione era attivo, il prossimo anno nel secondo padiglione si possono collocare gli stand degli editore e le mostre. Cultura, fumetti, giochi, spazio aperto, cosplayer e tanto altro sono tutti ingredienti di uno stesso mondo. Di sicuro, lavorando sodo, con la grande capacità degli organizzatori del Comicon, Claudio Curcio in testa, si riuscirebbe a trovare un'amalgama unica e originale, in modo che il Comicon possa ritrovare la sua identità anche rinunciando al Castello.

Fa male, i ricordi sono tanti, la cornice unica, il tratto distintivo del Castello irripetibile. Ma, come citando una nota canzone; "it's the evolution baby"!

2 commenti:

uomoragno ha detto...

Bel post Gennaro, letto con piacere, mi dispiace di non essere passato, ma vista la distanza, era abbastanza difficile!
Quest'anno ci si vede a Lucca?

Gennaro Costanzo ha detto...

Grazie! :)

Lucca? Credo di sì, ma lo saprò con certezza solo più avanti! :)

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